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Nuova Politica agricola UE più attenta allo sviluppo rurale

“Una Pac con meno aiuti pubblici, ma con politiche per lo sviluppo rurale che si prospettano più incisive che in passato”: questo, in sintesi, il parere -necessariamente provvisorio- sulla politica agricola europea post 2013 espresso da Giorgio Buizza, presidente di FODAF Lombardia. La proposta della Commissione Europea sulle nuove politiche per il settore primario non può dirsi definitiva, in quanto sarà oggetto di dibattito politico e istituzionale almeno fino alla fine del 2012. Tuttavia un elemento pare certo: il budget a disposizione per i cosiddetti aiuti diretti alle imprese agricole si ridurrà sensibilmente a fronte di un incremento del cosiddetto secondo pilastro della Pac, ovvero delle politiche per lo sviluppo rurale. “Anche se le risorse aggiuntive sullo sviluppo rurale saranno presumibilmente inferiori rispetto ai tagli previsti in materia di aiuti diretti al reddito degli agricoltori – aggiunge Buizza –, si prefigura fin da ora una politica di sviluppo rurale più importante rispetto all’attuale programmazione comunitaria, che terminerà alla fine del 2013. Oltre che per gli incrementi di risorse che verranno stabiliti d’autorità da Bruxelles, le politiche per lo sviluppo rurale potrebbero ulteriormente arricchirsi per scelta degli Stati membri: a ciascun Paese sarà data infatti la facoltà di trasferire un ulteriore 10% di fondi della propria dotazione dagli aiuti diretti al secondo pilastro”. Secondo FODAF ciò potrebbe costituire uno stimolo per rilanciare gli investimenti produttivi da parte delle imprese agricole. “L’auspicio – conclude Buizza – è che nella futura misura comunitaria dedicata ai servizi di consulenza aziendale vi sia il dovuto riconoscimento per il ruolo fondamentale dei professionisti, i quali nel settore primario garantiscono alle imprese un supporto fondamentale in campo agronomico e gestionale”.