Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Analisi dello stato della cooperazione agricola lombarda

La Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali (FODAF) della Lombardia ha recentemente dedicato una riflessione al tema della cooperazione agricola regionale, facendo il punto sulla propensione alla collaborazione tra gli imprenditori agricoli lombardi.
 “Secondo i dati elaborati dalla rete Rurale Nazionale - ricorda il presidente di FODAF, Giorgio Buizza – le imprese agricole che nella nostra regione aderiscono ad organismi economici associativi sono poco più del 34%, un dato che racchiude sia le aziende che aderiscono a cooperative di trasformazione, sia quelle che fanno parte di organizzazioni di produttori o di semplici cooperative di raccolta”.
Il dato è di poco superiore alla media nazionale, pari al 32,2%, ma significativamente inferiore a quello di altre regioni a forte tradizione cooperativa, quali Veneto (44,9%) ed Emilia Romagna (62,2%).
“Benché la Lombardia possa comunque considerarsi una regione con una certa vocazione per la cooperazione in campo agroalimentare – continua Buizza -, nondimeno riteniamo che si debbano compiere ulteriori progressi verso una più forte adesione del mondo agricolo a strategie di integrazione economica del settore, considerando che il tasso medio di cooperazione agricola all’interno dell’Unione Europea si è da tempo stabilmente attestato oltre la soglia del 60%”.
Tra le moderne forme di cooperazione consigliate dai professionisti aderenti a FODAF vi è quella dei distretti agricoli. “Un distretto – ricorda Buizza - nasce da un accordo tra diversi gruppi di imprese agricole e agroalimentari, generalmente già organizzate in cooperative e organizzazioni di prodotto, le quali decidono di dare vita a più alti livelli di aggregazione per realizzare economie di scala e sinergie di vario tipo. Questa formula è attualmente sostenuta con convinzione dall’amministrazione regionale e favorisce percorsi di aggregazione tra le imprese basati su logiche innovative e capaci di valorizzare le produzioni insieme al territorio”.